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Testardi


Testardi
Ho scritto questo pensiero nel 2008 per un caro amico che è stato punto da un ragno (ma ancora oggi ci sono dei dubbi) e che si è ritrovato, nel giro di un paio di giorni, in coma in ospedale. Quando il peggio è sembrato scongiurato ho deciso di tenere un diario per lui. 
Non so dire perché ho sentito la necessità di scrivere ma certamente mi ha aiutato ad alleggerire il peso del dolore lasciandomi libera di sfogare la rabbia.
Ora che di anni ne sono passati e quel dolore non c'è più, l'ho riletto ed ho incontrato l'amicizia, la sofferenza, l'affetto, la paura della vita deturpata. Sentimenti che vivono in ognuno di noi.
Vi presento "Testardi" un mio diario che porta con se speranza e fiducia nella vita.
(Perché il testo sia comprensibile devo delle precisazioni. Spesso ho scritto usando il plurale riferendomi a me e a mio marito Franco. L'amico in ospedale, sua moglie e i suoi figli li citerò solo con l'iniziale del nome. Le citazioni, che scriverò in verde, sono ricopiate così come all'epoca avevo messo dopo ogni data e prima di scrivere.  "Testardi" è il titolo che ho dato al diario.) 

Venerdì 23 maggio 2008

                   ...Non crollare
                              almeno lascia
                                    ci sia la speranza    (Ester)
Ti avevano dato per morto... non c'è più niente da fare, avevano detto, ed io, Franco, gli amici, tutti sgomenti ed increduli a guardarci l'un l'altro per cercare una ragione, una sola stupida ragione che ci potesse convincere che veramente doveva essere così.
Oggi vederti, sentire la tua voce è stata una gioia immensa...avevano torto, sei vivo ed ora non permetteremo più a nessuno di toglierci la speranza. Non so cosa sarà, cosa succederà ma sarai sempre circondato dal nostro affetto. Nel nostro cuore c'è un pezzettino di te che non lasceremo morire.
Ti vogliamo bene.

Testardi

Diario per un amico.......per sapere come inizia prego leggere  Testardi

Domenica 25 maggio 2008 
                ...Avere il coraggio di accettare qualsiasi cosa ci capiti nella vita..
                                             (S. Teresa D'Avila) 
Non so se si tratta di coraggio, ma certamente di forza, di volontà. Poter accettare una cosa così terribile come la malattia, la perdita della gamba, la dipendenza da altri, ecco accettare una cosa così vuol dire essere un uomo grande, grande di cuore e amare la vita, non la propria, ma la vita di chi ti vuol bene e che ha bisogno che tu raccolga tutte le tue forze per poter dire: "ecco, ci sono qua io, non vi lascerò soli." La volontà di vivere non per se stessi, ma per gli altri pur sapendo che questo sarà un sacrificio enorme. So che potresti fare tutto questo, ora purtroppo non dipende da te o non solo da te che l'infezione non si può fermare con la forza di volontà nè con il coraggio, dobbiamo credere nella medicina. Alcuni amici stanno pregando, io scrivo per sfogare la rabbia che sento dentro perchè non c'è ragione per tutto quello che stai passando, non so cosa sarà domani e se potrai tornare alla tua vita, ma voglio credere che un giorno potrò incontrarti per caso sulla strada e abbracciarti forte.
 
Lunedì 26 maggio 2008 
                ...Non c'è nulla di stabile eccetto il cambiamento.
                                                     (Eraclito)
Che gioia venirti a trovare e sentirmi chiamare Esterina. Hai due occhi grandi che scrutano la stanza e si spalancano su chi ti è vicino, un sorriso quasi ironico quando ti diciamo qualche idiozia e la voglia di capire cosa ti è capitato e cosa sarà di te, cosa sei in grado di fare e cosa potrai fare col tempo. Non possiamo darti risposte, non sappiamo neppure noi cosa ti aspetta e quelle poche certezze che abbiamo tu le hai già intuite da te, ne sono sicura. Potresti anzi tu spiegarmi cosa sono le fasciature al braccio, i tubi nelle vene, i punti neri sulle dita della mano ma ora non è questo quello che conta. Parli, sorridi, hai chiesto quanto manca al 5 luglio, vuoi fare la festa a tuo figlio A. C'è ancora un po' di tempo.....tieni duro. 

Testardi

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Mercoledì 28 maggio 2008 
                ...Testardi
                               aspettiamo
                                          l'irragionevole.  
                                                                        (Ester) 
Sto imparando che non si può vivere con solo sicurezze, mi stai insegnando a dire "può darsi" io non lo dico mai, tu lo ripeti spesso. Ho sempre sostenuto il bianco o il nero, il buono o il cattivo, poche eccezioni. Assimilata un'idea, un pensiero difficilmente lo metto in discussione. Ora che la tua vita non ha nulla di scontato, ora che non abbiamo risposte, certezze, ragioni, ora è il momento di dire "può darsi". Spero che non sia troppo tardi per imparare e di avere il tempo per ringraziarti.
Migliorerai, può darsi e questo deve bastare. Ti ho portato un sorriso, una stretta di mano come mille baci, un "può darsi" come speranza. 
 
Giovedì 29 maggio 2008 
                ...Ho in me raccolto a poco a poco e chiuso
                   lo slancio muto della tua speranza.
                                                                      (Ungaretti)
Al pub parliamo spesso di te, c'è un sacco di gente che saputa la tua storia ci viene a chiedere come stai. Sono passati poco fa due ragazzi della Croce Viola che ieri ti hanno portato alla camera iperbarica, sono venuti per raccontarci di come ti avevano visto. Parliamo spesso di te, ti pensiamo continuamente e con noi tantissimi amici, bastasse la forza del pensiero a farti star bene, ora saresti a casa con i tuoi bimbi.
Franco mi ha detto che oggi ti ha visto un poco meglio di ieri e anche questo è un regalo grande che ci fai. Ogni giorno c'è qualcosa in più che ci fa sperare. Lo so che la medicina dice il contrario, ma io non sono donna di scienza e credo, voglio credere che ogni piccolo gesto possa portarti verso la guarigione.
Può darsi, tu mi diresti così, "Può darsi".

Testardi

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Venerdì 30 maggio 2008 
                ...Sappiamo sempre troppo poco ma serve davvero sapere tutto?
                                                              (Lajolo) 
La macchia in testa che hanno trovato durante gli esami di controllo, non ha niente a che fare con la tua infezione, è una cosa che è arrivata dopo dovuta alla cura pesante a cui ti hanno sottoposto, un "effetto collaterale" dei farmaci e questa è la migliore fra le ipotesi che avevano fatto. Stanno cercando di guarire anche questo fungo alla testa, sarà il tempo a dire se la cura è efficace.
Ti ho parlato, abbiamo scherzato con l'infermiera per la merenda che tardava ad arrivare e poi stufo di aspettare hai mangiato una brioche, che ti ha portato A., quasi con foga. Era fame o voglia di recuperare le forze?
Improvvisamente ti sei scoperto ed ho visto il tronco del tuo corpo finire senza la gamba....impressionante. Ma hai idea di quello che ti è successo, di quello che ti hanno fatto? Sai che non sarai mai più come prima?
Non sono riuscita a dire nulla, perdonami, ma cosa avrei potuto dirti? 
Non so che parole usare, non so quanta percezione hai della realtà, non so anzi nessuno di noi sa come comportarsi. I medici hanno detto di averti spiegato la tua condizione e che hai capito. Noi no, noi ancora non abbiamo capito, noi  non sappiamo come affrontare le tue domande ed ogni volta  ci affidiamo al cuore. Scusaci quando ti ricorderai dei nostri silenzi, non vogliamo mentirti e non vogliamo ferirti solo sostenerti con tutto il nostro affetto.
 
Domenica 1 giugno 2008 
              ...E questa ansia mia
                per renderla viva,
                devo decorarla 
                con rossi sorrisi.
                                                              (Garcìa Lorca)
La visita è stata breve. Sei presente, sei lucido, sei in grado di comprenderci e spesso sorridi. 
Quando hai chiesto dei giorni passati abbiamo tentato di dirti delle due settimane buie in rianimazione, di come ti abbiamo visto. Quei giorni non ci sono nella tua mente, tu li hai persi o meglio non eri cosciente e non puoi ricordare. "Giusto" hai detto.  "Ma non ti sei perso niente di bello" ti ho risposto. Hai riso.
Sei stupendo, questa tua voglia di riprendere a vivere spero ti dia tutta la forza necessaria per farti uscire dal quel letto.
Ho guardato le tue ferite, ora si vedono i punti sulla mano, il taglio che ti hanno fatto lungo il braccio destro, la testa fasciata i segni delle flebo, anche tu ti sei guardato il braccio ma non sei sembrato molto preoccupato. Forse sai bene che sarà altro a non darti pace.
Vorrei che tutti noi che ti siamo accanto potessimo prenderci un po' delle tue paure, delle tue sofferenze e lasciarti almeno qualche momento di tregua. 
 Facile per me dirlo, io posso camminare sulle mie gambe.

Testardi

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Martedì  03 giugno 2008 
                  ...il difficile sta nel cominciare...                                             
Oggi la tua lucidità mi ha impressionato, il viso è sereno e la mano, tolti i punti, è quasi normale. Mi hai chiesto di spostarti la gamba, ci ho provato ma è stato inutile. "Vedrai che col tempo potrai muoverla come ora muovi il collo che fino a qualche giorno fa non potevi girare" nel cercare di consolarti sono stata sincera. Hai solo una gamba e non mi è possibile credere che non sarai più in grado di utilizzarla.
Se è chiaro che ormai conosci la tua situazione io ancora non so se e come affrontare l'argomento e spero con tutto il cuore che tu possa trovare la persona giusta con cui parlare, piangere, arrabbiarti, inveire. Che tu possa trovare l'amico a cui poter confidare le paure che di notte non ti fanno dormire, l'angoscia di oggi e le speranze per il domani che ti aspetta, non credo si possa sopportare tutto questo male da soli.  
Anche il Franco ha visto il taglio e la ferita dell'anca ed è rimasto, come me, impressionato e incapace di dire una parola per sdrammatizzare il momento. A casa ne abbiamo parlato molto e non credo che questa notte dormiremo sereni, se noi stiamo così, tu come stai veramente? Non lo so, non lo so fino a che punto si può sopportare l'idea che nulla sarà più come prima, che tutto è da riniziare da capo. Ricominciare, ecco voglio augurati di poter trovare il coraggio di ricominciare.  
 
Mercoledì 04 giugno 2008 
                  La vita è ricca di sorprese
                  non sempre è nobile
                  a volte è assurda
                  ma c'è sempre una speranza.
                                                              (G. Green)
La tua stanza oggi era piena di gente e tu come un perfetto padrone di casa hai sorriso a tutti, hai chiacchierato, hai dato prova di una grande forza, come fai? Hai parlato di riabilitazione senza mai dire qualcosa sulla gamba che non c'è, hai spiegato che il medico domani ti rifarà la risonanza magnetica per vedere se effettivamente la macchia alla testa è un fungo e se la cura sta facendo effetto. Ti sei guardato il braccio rassicurando gli amici che sarebbe tornato come nuovo e mai hai fatto trapelare la paura dei tuoi pensieri.
Hai chiesto di A. e della tua bimba appena nata, che ancora non hai visto ma che tutti speriamo possa donarti la determinazione per ritornare ad amare la vita, nonostante tutto. Si dice sempre che è l'amore che ci salva e tu hai l'amore di A. e tre dolcissimi figli che ti aspettano.
Sono uscita dalla camera con una sola, unica speranza: che la vita non si accanisca ancora contro di te.               

 

Testardi

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Venerdì 06 giugno 2008 
                 ...Com'è facile essere buoni
                quando la vita è buona con noi.         
                                                                  (Serrano)
Per la prima volta ti ho visto quasi arrabbiato, certamente seccato e poco incline a sorridere. E' sicuro che hai poco da stare allegro, la situazione è grave e i tempi saranno lunghissimi, anche tollerare  tutte le persone intorno, me compresa, che fanno finta di niente deve dare sui nervi. Sfinito ti sei ddormentato e al risveglio eri quello di sempre.  
Ora che stai molto meglio di due settimane fa, ora vorrei dirti con poche parole quanto sia grande la mia rabbia e il mio dispiacere nel vederti così. Vorrei parlarti apertamente perchè tu sappia che mi rendo conto del tuo immenso dolore fisico e mentale, mi rendo conto che non c'è nulla che io possa dire per farti star meglio perchè sei tu quello che dovrà fare i conti con la vita, sei tu che dovrai sostenere il peso dei tuoi prossimi anni. Invece vengo a trovarti e ti dico solo idiozie, mi manca il coraggio della sincerità e non ho mai parlato della malattia, della gamba amputata e del grande senso di inutilità che mi porto dietro ogni volta che vengo a salutarti e che non riesco a dirti quello che vivo col cuore. 
Mi spiace, vorrei portarti via un po' di sofferenza ma so che non è possibile spero almeno di farti passare qualche momento di inutile quotidianità.

Lunedì 09 giugno 2008 
                 ...Non ci si libera di una cosa evitandola
                ma soltanto attraversandola.         
                                                                  (Pavese) 
Finalmente, oggi in un momento in cui non c'era nessuno, abbiamo potuto parlare veramente di te.
Non ricordi cosa sia successo quel pomeriggio, non ricordi il dolore sai delle operazioni perchè i medici ti hanno spiegato cosa hanno fatto. Sai che avrai necessità di una protesi e di come dovrà essere, sai che ci vorrà qualche mese per averla. Nessuno ti ha saputo dire quando e come potrai ritornare alla tua vita. La lucidità con cui hai raccontato mi ha sorpreso, come fai? Chissà se quando da solo pensi a quello che ti è accaduto in qualche modo, forse piagendo, riesci a sfogarti. Chissà se sei riuscito a razionalizzare così in fretta per i tuoi figli, per non lasciarli troppo soli. Chissà come fai.
Fra qualche giorno ti trasferiranno per essere seguito meglio e speriamo che la fisioterapia ti faccia fare passi da gigante, può darsi. Non potremo venirti a  trovare così spesso, ti scriverò. Chissà se un giorno leggerai.

Testardi

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Mercoledì 11 giugno 2008 
                Forse è che la vita, a volte, ti gira in un modo che non c'è proprio più niente da dire
                                                                                  (Baricco) 
Sembra ci sia qualche complicazione per spostarti, il medico non ha la relazione, la ferita in un punto non va tanto bene, devono fare ancora delle analisi, così passano i giorni e non stanno facendo nulla nè per la riabilitazione, nè per gli eventuali danni cognitivi. Qui non ci sono degli psicologi o psichiatri che ti seguono e non hanno iniziato nessuna vera e propria cura. Almeno di fisioterapia hanno parlato ma su come seguire la riabilitazione dopo il coma nessuno ha detto niente.
Ora la cosa che più ci chiediamo, io, Franco e tutti gli amici è come mai non te la prendi con il mondo intero, perchè non sei infuriato per ciò che ti è successo, perchè non dici nulla. Forse non hai niente da dire?  Forse non sei più quello di prima? A volte dici cose fuori posto, che hanno poco senso, lo fai per vedere la nostra reazione? Vorrei tanto poter parlare con qualcuno che sappia spiegarmi i meccanismi del cervello umano. Cosa succede a una testa lasciata "ferma" per due settimane e poi riattivata, quasi come fosse una lampadina, la luce è ancora uguale a quella di prima?
Oggi volevi scendere dal letto, Franco ti ha spiegato che non è ancora possibile, ti ha raccontato di nuovo dell'infezione, della gamba, delle operazioni. Non siamo sicuri che tu abbia capito tutto. Ti abbiamo lasciato con un sorriso, ma non ci siamo sentiti normali.

Giovedì 12 giugno 2008
          Non si spiega la vita
              si ha solo
         un po' di tempo
                      per viverla.
                                                    (Ester) 
Franco oggi ti ha fatto il risotto, può sembrare cosa da poco e invece è stato un grande gesto. Si è alzato prima per prepararlo e con ancora il profumo del caffè sotto il naso ha soffritto la cipolla. Finito è corso a portartelo, speriamo tu abbia gradito. 
Non so cosa pensare, non sembri malato, gli amici dicono che dovresti fare tutta una serie di cose per migliorare e che hai bisogno di essere seguito diversamente, io onestamente non capisco nulla di medicina e certo non ho conoscenze per discuterne. Io vedo solo un uomo con una grande voglia di ritornare alla sua vita e se poi l'incazzatura, lo sfogo che tutti pensano tu debba avere non arriverà mai, può darsi che non ti sia necessario, può darsi che si stia sottovalutando la tua grande forza di volontà. 
I tuoi  figli ti aspettano e forse sono loro la molla che ti spinge a vivere qualsiasi vita ti aspetterà e per il tempo che ci sarà, probabilmente sai che sarà la vita di cui loro hanno bisogno.

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Lunedì 16 giugno 2008 
                 ...La vita non è qualcosa che si dà
                ma qualcosa che si prende         
                                                                  (E. Jong)
"Il pollice sente la radio", non me lo scorderò mai più. Il radio, mi hai detto "sgridandomi" con il tuo sorriso dolce. Per fare un po' di cinema ho sparlato di ossa, io che non so neppure i nomi più banali  o dove si trovano! e il tuo stare al gioco è il filo di una amicizia che ogni giorno s'intreccia, che aiuta a comprenderci e che spero possa, almeno un poco, sostenerti.
Hai voluto, col nostro aiuto, sederti sulla sedia a rotelle ed è stato un grande passo che non pensavo avresti potuto fare così in fretta. Finalmente sei uscito da quel letto anche se dopo poco ti girava la testa ed hai avuto un abbassamento di pressione che ti ha obbligato a ritornarci in quel letto. Un po' per volta ci siamo detti, un po' per volta affronterai gli ostacoli e tornerai ad essere padrone del tuo corpo. 
Quante belle parole siamo capaci di dirti ma quanto poco possiamo aiutarti nella sofferenza di questi momenti.
 
Giovedì 19 giugno 2008 
                 ...L'immaginazione è l'acquilone
                che possiamo far volare più in alto.        
                                                                  ( Bacall)
Ti hanno fasciato la testa in un modo assuro! abbiamo riso nel vederti e al momento ci hai fatto una strana imprensione, assomigliavi a un ferito di guerra curato e fasciato in qualche modo nella tenda da campo, tipo scena da film. Per fortuna nulla di grave, solo per evitare che tu ti possa nuovamente grattare e rimuovere le crosticine.
Non so nulla di come dovrai fare per uscire da questo incubo ma tu tieni duro, un giorno ti toglieranno tutte le bende e comprerai un paio di scarpe nuove. Devi crederci.
Ora siamo in attesa di sapere quando ti trasferiranno nella speranza tu possa incominciare le nuove cure. Sicuramente ci saranno meno persone che potranno passare a trovarti, noi compresi, sarai lontano e forse sarai un po' più solo, ma sappi che c'è un sacco di gente che ti vuole bene, con il cuore ti saremo sempre vicini e ti aspetteremo per continuare a fare ancora moltissima strada insieme. 
In fin dei conti a questo servono gli amici.
 

 

Testardi

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Sabato 21 giugno 2008 
                Tutto quello che ci accade ci porta da qualche parte.
                                                                         (Sue Stern)
Ieri ti hanno trasferito al S. Carlo e oggi siamo passati a trovarti. L'impressione non è stata bella, ti ho visto in quel letto un po' malandato, un lavandino vecchio, un compagno di stanza "diciamo" poco socievole; come dice il Franco ho paura che siamo passati "dal cioccolato alla merda". La struttura è vecchia e anche la camera è quello che è, senza contare che ora inizia il caldo e penso li non ci sia aria condizionata. Nonostante tutto non mi sei sembrato troppo preoccupato, lunedì incomincerai la fisioterapia, ed è questo il motivo del cambiamento qui dovrebbero seguirti meglio e tirarti "in piedi" in tempi relativamente brevi. Dovrai passare molto tempo in palestra e lavorare sodo senza risparmiarti.
Dovrai vedere la psicologa e affrontare con lei un percorso riabilitativo.  
Solo due mesi fa non avrei mai immaginato di vederti passare le giornate in palestra perchè avevi altro da fare, altri erano i tuoi programmi. Facciamo sempre un sacco di progetti per il futuro dimenticando che in fondo l'oggi è più importante ed ora spero di ricordarmelo più spesso.
Tieni duro, ce la puoi fare, forse il peggio è passato...può darsi.
 
Venerdì 27 giugno 2008 
                La vita non è altro che un interminabile serie di esperimenti.
                                                                                       (Gandi)
Fa caldo, un caldo da morire, ma da quando ti è successa questa cosa assurda la parola "morire" mi rendo conto che non posso usarla tanto facilmente. Allora, fa caldo.
Oggi A. ci ha detto che ha potuto portarti la piccolina e che le hai dato il biberon, che fai passi da gigante e sai già muoverti sulla sedia a rotelle. Siamo molto contenti per te. Ti ha visto anche la psicologa che ha ritenuto di non dover fare alcun lavoro perchè, dice, hai già assimilato bene quello che ti è accaduto e non hai bisogno di lei. Questa è una splendida notizia, complimenti.
Ora possiamo anche telefonarti e questa è un'altra cosa che ti aiuterà a sopportare le lunghe giornate in ospedale.
L'altro giorno mi sono sbagliata, l'aria condizionata c'è e almeno dal caldo sei protetto, cosa potrà proteggerti dai tanti pensieri proprio non lo so, ora mi spiace solo che è tardi e non posso più farti una telefonata.  Ciao M. cerca di riposare almeno un po.

Testardi

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Domenica 29 giugno  2008 
                L'amicizia moltiplica i beni e ripartisce i mali
                                                                      (Baltasar Gracián) 
Oggi siamo arrivati in camera mentre stavi provando un aggeggio strano, "per fare della ginnastica passiva" hai detto "serve per far contrarre i muscoli". Qualche amico te l'ha imprestato. Chiunque passi a salutarti ti porta qualcosa nel tentativo di alleviare, in qualche modo, il tuo dolore ed è forse il modo più semplice che abbiamo per dirti che vogliamo fare, fare qualsiasi cosa possa aiutarti a sopportare queste giornate. Sul tuo comodino c'è un sacco di roba, compreso un televisorino ultrapiatto e quando Franco ti ha dato la pasta e i budini non si sapeva dove appoggiarli.
Siamo stati in corridoio, tu sulla sedia a rotelle e noi su una panchina, a chiacchierare. Tra un po' ti arriverà una carrozzina nuova, più leggera e più piccola, potrai muoverti meglio.
Hai detto di voler riprendere il lavoro a settembre, come se ormai mancasse poco ad uscire, come se fossi già pronto per poter mettere la protesi. Chissà se è solo una speranza, un sogno o se veramente qualcuno ti sta incoraggiando affinchè tu possa ritornare il prima possibile a casa. Comunque sia io voglio stare nel tuo sogno e credere che a settembre sarai con i tuoi bambini. Può darsi.
Quando siamo usciti B. ci ha chiamato dicendoci che questa sera ti avrebbe portato la pasta, abbiamo riso perchè certo di questo passo non potrai fare altro che ingrassare.
 
Giovedì 3 luglio 2008 
                Il tempo è un sarto specializzato in modifiche.
                                                                                       (F. Baldwin)
Ti ho appena salutato, possiamo sentirci per telefono e mi fa molto piacere avere tue notizie direttamente da te! Ti hanno cambiato di piano, ora stai meglio a cominciare dal letto e senza sottovalutare il cambio del compagno di stanza che sicuramente aiuta il morale.
La palestra sembra essere diventata una cosa dura, pare tu debba "soffrire" per ristabilirti e per ricominciare a muoverti devi farti i muscoli e speriamo che tu possa riuscire in questa impresa. Non ti ho mai visto come un tipo "da palestra" concentrato sul fisico ma se è necessario sono sicura che diventerai quasi, meglio dire quasi, "super muscolo". L'aggeggio che ti hanno imprestato per la ginnastica passiva sembra funzionare, la voglia di lottare non ti manca e non aspetti altro che poter ritornare alla tua vita. Le cose non saranno più come prima, lo sai bene, dovrai trovare un tuo equilibrio, modificare, un passo alla volta, ogni tua azione e sarà dura, durissima ma tu ce la puoi fare e ce la farai.
Ora continua a lavorare sodo, noi cercheremo di esserci spesso

Testardi

  Diario per un amico.......per sapere come inizia prego leggere  Testardi

Sabato 5 luglio 2008 
                 ...Altro verrà
                       e ci riempirà la vita.  
                                                              (Ester)
Credo che queste mie righe non abbiano più senso ormai posso parlarti tranquillamente, posso telefonarti, posso chiacchierare con te sicura che mi capisci.
Non c'è più bisogno che ti scriva per farti sapere che ti siamo vicini, te lo posso dire. Non c'è più bisogno che scriva per sfogare la mia rabbia, il peggio è passato...sei vivo.
Ti avevano dato per morto, avevano torto, ora ho la certezza che riprenderai in mano la tua vita e tornerai al tuo mondo. Ora so che nel mio cuore e in quello del Franco c'è un pezzettino di te che non lasceremo morire, speriamo che il nostro affetto ti accompagni in questa tua nuova vita.
Ti vogliamo bene.   
 
       10 marzo 2009
Ho pensato a lungo se avesse senso darti queste righe così come sono nate senza un perché, solo con la voglia di scrivere per non urlare, per non tenermi dentro tanta rabbia, tanto senso di impotenza di fronte alle avversità della vita.
Ho pensato che si, forse avrebbe avuto un senso farti sapere quanto ti abbiamo pensato, quanto amore ti circondava in quei giorni...non per ributtarti nell'angoscia di un passato atroce ma per credere che nulla è impossibile neppure un futuro meraviglioso ed è proprio questo che oggi voglio augurarti, un meraviglioso futuro.
                                                                   Un bacio  Ester.
 
 
“Il mondo spezza tutti quanti e poi molti sono forti nei punti spezzati”   
 Ernest Hemingway.